A COSA SERVE STUDIARE CON IL METRONOMO?

Parte - 2


Da un po' di tempo ho cominciato a frequentare lezioni di Pilates.

Questa è una disciplina che ha come scopo il controllo del corpo.

È una cosiddetta ginnastica posturale che dedica particolare attenzione agli addominali e alla schiena perché sono le colonne portanti del corpo umano.

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Chi suona uno strumento si è già reso conto che nella maggioranza dei casi, lo studio prolungato genera posture scorrette che, a lungo andare, portano a patologie anche serie.

Il Pilates è un buon modo per correggere queste anomalie.

Durante una lezione l'insegnante ci ha raccomandato di eseguire l'esercizio molto lentamente.

Ci ha spiegato che se vogliamo imparare a controllare il nostro corpo dobbiamo eseguire i movimenti lentamente.

In questo modo abbiamo una maggiore capacità di ascolto dei segnali che arrivano dai muscoli interessati dal l'esercizio.

Possiamo quindi capire se stiamo usando consapevolmente i muscoli giusti o, inconsapevolmente, quelli sbagliati.

Dall'analisi di questi feedback possiamo correggere gli errori e cercare di usare solo i muscoli giusti.

Ha poi concluso dicendo che il nostro corpo ha la capacità massima di movimento solo quando c'è relax!

Inutile dirti che lampadina si è accesa nel mio cervello!

Non è forse ciò che facciamo quando studiamo una nuova tecnica sul nostro strumento?

Quello che pochi di noi fanno consapevolmente è l'ascolto del corpo.

Ma ora che ti ho dato un accenno potrai almeno cominciare a farci caso anche tu, se non lo stai già facendo...

Ma non è finita qui. Infatti l'insegnante di Pilates ha aggiunto che per la perfetta riuscita del l'esercizio c'è un altro elemento fondamentale di cui tenere conto. La respirazione.

L’inspirazione durante la preparazione e l'espirazione eseguita durante lo sforzo determina, fra le altre cose, il ritmo del l'esercizio.

Boom!

Riassumendo: eseguire l'esercizio lentamente per acquisire consapevolezza del corpo, tenendo un ritmo molto lento attraverso la respirazione.

Ho persino notato che durante l'esecuzione l'insegnante scandiva una sorta di ritmo dando gli "ordini" a tempo.

Magari la mia è deformazione professionale....

Quello che voglio dirti in conclusione è che dobbiamo considerare il metronomo come un valido strumento che ci può aiutare enormemente in fase di studio.

Infatti, noi che suoniamo musica dobbiamo per forza far riferimento a un tempo.

Che sia esso più o meno rigido rimane comunque un fattore imprescindibile.

Nel nostro caso la respirazione forse non è la maniera più sicura a cui fare riferimento.

Perciò se noi usiamo il metronomo costantemente come riferimento, ci aiuteremo a evitare di accelerare (tipico di chi ha fretta di fare un esercizio perché non si concentra sul corpo ma sulla velocità come risultato),

o di rallentare (tipico di chi pensa troppo durante l'esecuzione del l'esercizio generando tensione muscolare con conseguente perdita di relax).

Il metronomo è il nostro dispensatore di feedback. Dobbiamo ascoltarlo quando studiamo da soli e, inoltre, impareremo a controllare meglio il nostro corpo usando solo i muscoli interessati al l'esecuzione della determinata tecnica.

Ci aiuterà a mantenere il relax e la respirazione costante e controllata.

In definitiva ci aiuterà a fare una cosa fondamentale per noi musicisti: cioè ad andare a tempo.

Nessuno di noi è esentato dal farlo.

Vorrei lasciarti con una considerazione: da oggi in poi fai caso alla qualità del portamento del tempo, detto in gergo "timing", dei tuoi idoli.

Capirai che è proprio questo un fattore fondamentale su cui hanno lavorato in modo maniacale!

Io la definisco una priorità discriminante per il musicista intelligente.

Bene per oggi è tutto!

Se sei d'accordo con me e ritieni che il messaggio contenuto in questo video sia interessante da discutere con i tuoi colleghi,

condividilo con loro, a me farebbe molto piacere.

Ti saluto e ti lascio con un grande abbraccio.

Ricordati:

Studia più intelligentemente e non più duramente.

Ciao

Ruggero

P.S.

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